Argo, secondo la tradizione è una delle città più antiche della Grecia (2.000 a.C.). Conquistata dai Dori, sotto Fidone (VII sec.) impose il proprio dominio sulla maggior parte del Peloponneso, fino al 6 secolo A.C. quando comincia una lunga lotta contro Sparta. In tutto il periodo Classico Argo si alleò con Corinto o Atene contro Sparta. Si risollevò nel V secolo, quando distrusse Micene e Tirinto (468 a.C.). Nel IV secolo a.C. partecipò alla guerra del Peloponneso a fianco di Atene e delle città alleate contro Sparta. Da questo momento in poi la storia di Argo diviene un inarrestabile declino. Nel 229 a. C. aderì alla Lega Achea e nel 146 a.C venne accorpata alla provincia romana di Acaia. Devastata dai Goti, rifiorì in epoca bizantina. Vi si trovano molte imponenti rovine: il teatro, l'agorà, mura dell'Acropoli, templi, odeon romano, e altre opere visibili in questa pagina e nelle successive.
ACRISIO, re di Argo, padre di Danae, fece chiudere in un'arca
e gettare in mare la figlia ed il nipotino Perseo. Perseo fortunatamente scampato alla furia dell'oceano, tornò ad Argo e si presentò al nonno,
questi rimase pietrificato guardando la testa di Medusa che il nipote
portava come trofeo.
STENIO, in greco «il Forte», epiteto di Zeus
ad Argo, dove si tenevano delle feste per onorarlo.
MEGAPÈNTE, ("Megapénthés")
secondo una leggenda, avrebbe dato il proprio regno in cambio di quello
del cugino Perseo, diventando re di Argo.
BIZE, figlia del dio
Erasino. Secondo la leggenda, insieme alle sorelle, ospitò ad Argo la dea
Britomarti.
IO, figlia d'Inaco, primo re di Argo, ninfa bellissima,
fu amata da Zeus; Era venuta a conoscenza del fatto si mise a
perseguitarla. Per nasconderla, allo sdegno della dea ingelosita, Zeus la
mutò in vacca; ma, Era seppe anche questo, si fece regalare da Zeus la
giovenca, e, legatala a un albero, le diede per guardiano Argo dai cento
occhi. Impietosito dai lamenti d'Io, Zeus mandò Ermes a uccidere Argo.
Allora Era fece tormentare la giovenca da un tafano che non le lasciò più
un istante di tregua, Io sempre in forma di giovenca, si diede alla fuga.
Attraversò il Mar Ionio, quindi il Bosforo, poi l'Asia Minore e finalmente
arrivò in Egitto, dove Zeus le ridiede forma umana e la rese madre di
Epafo, primo re egiziano, fondatore di Menfi.
TISÀMENO, (Tisamenós
o Teisamenós), figlio di Oreste ed Ermione, re di Sparta, Micene e Argo.
Detronizzato dagli Eraclidi, si rifugiò in Acaia.
FIDONE, tiranno
di Argo, vissuto nel VII sec. a.C. Combatté contro Sparta e la vinse a
Isie nel 669 a. C.. Fu il primo a coniare monete nella Grecia e a
stabilire norme sui pesi e sulle misure.
DANÀIDI, le 50 figlie di
Danao, re di Argo. Tutte meno una, di nome Ipermestra (vedi), uccisero per
ordine del padre i loro mariti figli di Egitto, loro cugino, e furono
perciò condannate da Zeus al Tartaro, dove scontano la loro colpa versando
acqua in eterno in un vaso senza fondo.
FORONEO, il primo uomo
della stirpe pelasgica, figlio di Inaco, rappresentante del territorio di
Argo. Come Prometeo, insegnò agli uomini l'uso del fuoco. Venne venerato
come l'iniziatore della cultura di quel paese e dell'ordinamento civile e
religioso degli Argivi. Fondatore del culto di Era sul monte Eubea.
Secondo la leggenda, era fratello di Io.
INACO, figlio di Oceano e
di Teti, padre di Pelasgo, Argo e Io, fu il primo re d'Argo. Maledisse
Zeus reo di avere sedotto Io, ma non sfuggì all'Ira di Zeus: per sottrarsi
alla furia delle Erinni si gettò nel fiume Aliacmo, nell'Argolide, che da
allora prese il nome di Inaco.
DÀNAE, figlia di Acrisio, re di
Argo, fu amata da Zeus che per possederla (avendola il padre rinchiusa in
una torre perché gli era stato predetto che il figlio di lei lo avrebbe
ucciso) si trasformò in pioggia d'oro. Ne nacque Perseo (vedi), il quale,
uccise senza volerlo il nonno.
ERÌFILE, figlia di Talao (o di Ifi)
e di Lisimaca, moglie di Anfiarao, re di Argo. Attratta dalla collana di
Armonia, indusse il marito, pur sapendo che egli vi avrebbe trovato la
morte, a seguire il fratello di lei, nella guerra contro Tebe. Fu uccisa
dal figlio Alcmeone per vendicare il padre. Secondo altri sarebbe stata
uccisa per aver rivelato a Polinice il nascondiglio di Anfiarao, in cui
egli si era rifugiato per non partecipare alla guerra contro Tebe.
ÈRA, (Hera) antica divinità lunare venerata ad Argo; più tardi, ma molto prima di Omero, considerata
regina del cielo. Come tale la si ritenne figlia di Crono e di Rea,
sorella quindi di Zeus di cui divenne sposa. Fu madre di Ares, di Efesto,
di Ebe. Di matronale bellezza, di impeccabili costumi, proteggeva la
castità del matrimonio e la santità del parto. Nemica acerrima dei Troiani
a causa del giudizio di Paride. Le erano sacri il pavone, la
cornacchia e la melagrana; suoi messaggeri erano Iride e le Ore. Ebbe
culto molto speciale ad Argo (Era Argiva), soprattutto sul promontorio
Lacinio (Era Lacinia).
LICEO, epiteto di Zeus ad Argo. Si diceva vi
fosse apparso una volta sotto aspetto di lupo. Epiteto di Apollo, con
significato di «liberatore da lupi», secondo altri, di «lucente».
DIOMEDE, (da non confondere col Diomede dei cavalli cannibali) uno dei
principali eroi dell'Iliade, re di Argo, figlio di Tideo
e di Deipile, come i poemi omerici raccontano, con la protezione di Atena
Ossiderce (Oxyderkes), ferì lo stesso Ares, partecipò ad imprese rischiose e insieme a Ulisse, uccise Reso re dei Traci e s'impadronì delle frecce letali di Filottete.
Tornato in patria, dedicò un tempio ad Atena per avergli
tolto a Troia la caligine dagli occhi. Insidiato dalla infedele moglie Egialea, riprese il
mare, approdò nelle coste dell'Italia meridionale, divenne re della Daunia
fondandovi Argos, Hippios e altre città.
Adesso citerò qualche
personaggio famoso:
AGELADA DI ARGO, scultore (sec.VI-V a.C.)
Maestro di Fidia, Policleto e Mirone. Produsse bronzi nello stile severo,
dei quali ci è giunta notizia attraverso le fonti letterarie (Zeus di Egio,
atleti di Olimpia).
TELESILLA, poetessa greca dei secc. VI-V a.C., eroina di
Argo. Scrisse poesie, di cui rimangono pochi frammenti, dei quali uno
dedicato alla Gran Madre. In suo onore prese il nome il verso telesilleo.
AGAMENNONE, il più famoso re di Argo e Micene, figlio di Atreo e fratello
di Menelao, citato nell'Iliade e nell'Odissea. Ebbe in sposa Clitennestra,
figlia del re di Tebe Tindaro, che gli diede i figli Ifigenia, Elettra,
Crisotemi ed Oreste. Condottiero degli eroi greci che assediarono Troia,
sacrificò la figlia Ifigenia per ottenere la vittoria. Nell'Iliade è il
responsabile dell'affronto fatto ad Achille e delle sconfitte greche. Al
ritorno in patria fu ucciso da Clitennestra e dall'amante di questa,
Egisto, secondo la predizione di Cassandra. Suo figlio Oreste ne fece
vendetta.
IBRISTICHE, feste celebrate in Argo durante le quali
uomini e donne indossavano le reciproche vesti. Le feste sono forse da
collegare al culto di divinità androgine.
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Santuario di Apollo Pizio (o Diradiote da Dirade= giogaia) e di Athena Oxyderkes (dall'acuta vista). Veduta dalla collina di Larissa. |
altare e scalinata del tempio di Apollo diriadote |
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altare e scalinata del tempio di Apollo diriadote (vista frontale) |
Tholos del probabile tempio di Atena Ossiderce |
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Tholos del probabile tempio di Atena Ossiderce (altra vista). |
Roccaforte di Argo.
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Alla conquista della Roccaforte.
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