Testo

I luoghi del mito

VILLA ARIANNA

La villa, prende il nome da un quadro raffigurante Arianna abbandonata.

The villa is named after a painting depicting abandoned Ariadne.

La ricerca borbonica - Le prime scoperte

Gli scavi a Stabiae ebbero inizio per volontà di Carlo di Borbone il 7 giugno 1749, furono diretti dall’ingegnere spagnolo Roque Joachin de Alcubierre, che fu affiancato nel 1750 dall’ingegnere svizzero Karl Weber, colonnello del Genio.
Furono esplorate dapprima, tra il 1750 e il 1754, villa San Marco e l’area relativa all’impianto urbano della città, quindi nel 1754 lo scavo fu esteso alla villa del Pastore, per passare nel 1757 a villa Arianna e al Secondo Complesso.
Lo scavo, all’epoca, era finalizzato all’asportazione degli affreschi e della suppellettile meglio conservata, che furono raccolti dapprima nella Reggia di Portici e successivamente collocati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, non senza però aver prima documentato le strutture esistenti per reinterrarle successivamente.

The Borbone Excavation - The first discoveries

The Stabiae excavations were started by the express will of King Charles of Bourbon on 7June 1749, under the direction of the Spanish engineer Roque Joachin de Alcubierre, assisted as of the following year by the Swiss Carl Weber, a colonel of the Royal Corps of Engineers. First to be explored, between 1750 and 1754, were Villa San Marco and the area of the city spread, then Villa del Pastore, and from 1757 onwards, Villa Arianna and Villa Arianna “Second Complex”.
Excavations aimed, in those times, at the recovery of frescoes and the best-preserved furnishings, which were preliminarily gathered in the Portici Royal Palace and then in the Naples National Archaeological Museum. All the excavated or surveyed structures, though, were accurately measured, drafted and described prior to their re-burial.

Il grande peristilio e il giardino

Le indagini archeologiche condotte tra il 2007 e il 2008 hanno permesso di riportare in luce un’ampia porzione del giardino delimitato dal cosiddetto grande peristilio di Villa Arianna e tre ambienti del braccio Ovest del portico. Già esplorato tra il 1777 e il 1778 questo spazio occupa una superficie di circa 8.424 mq. L’ingresso principale al peristilio era situato lungo il braccio Sud del portico. E’ ancor oggi sepolto dal materiale vulcanico dell’eruzione del 79 d.C., ed è conosciuto grazie alle planimetrie realizzate duranti gli scavi borbonici. Un saggio realizzato nel 2006 ha permesso di individuare l’angolo del muro che delimitava il peristilio sul lato Sud-Ovest e due colonne relative al portico. Lo scavo del 2007-08 ha portato invece alla scoperta di parte del giardino che risulta essere sistemato con aiuole di forma rettangolare con piante ed alberi, separate da stretti camminamenti. Lungo i viali sono state anche scoperte alcune vaschette di piombo a pianta quadrata probabilmente pertinenti al sistema di irrigazione. Lungo il braccio Ovest del peristilio sono stati individuati tre ambienti che non erano stati segnalati sulla planimetria settecentesca. Risultano essere finemente decorati con affreschi di IV stile e mosaici a tessere bianche e nere. Meritano menzione particolare le soglie che dividono le stanze decorate con motivi floreali e i dettagli della decorazione parietale.

The great peristyle and the garden

Archaeological surveys made between 2007 and 2008 brought to light a large portion of the garden, circumscribed by the so-called great peristyle of Villa Arianna, and three rooms in the west wing of the porch. This place, previously explored between 1777 and 1778, covers an area of about 8.424 square metres. The main entrance to the peristyle, that was settled along the southern wing of-the porch, nowadays is still buried by volcanic material due to the eruption of 79 A.C., and is well-known thanks to the plans made during the Bourbon excavations. An essay published in 2006 has allowed to determine the wall corner that circumscribed the peristyle along the south-west wing and two columns relative to the porch. On the other hand, the excavation between 2007 and 2008 brought to the discovery of a part of the garden that has been arranged with rectangular flowerbeds full of plants and trees, parted by narrow paths. Several leaded square bowls, maybe connected to the watering system, were founded along the boulevards. Three areas, finely decorated with IV style frescoes and black and white mosaic tiles, that have never been reported in the 18th century plan, were found in the west wing of the peristyle. Worth a special mention both the doorways, that separate the room decorated with floral design, and the details of the wall decoration.

Il triclinio estivo

Il triclinio estivo A, aperto con nove ampie finestre sui monti, è arricchito lateralmente da due piccoli viridaria (giardinetti), nei quali si notano i calchi delle radici degli alberi che li ombreggiavano. Ai lati quattro ambienti simmetrici; 11-12-E - F. La decorazione parietale dell’ambiente 12, estremamente raffinata ma molto danneggiata in età borbonica, presenta sottili candelabri alle cui volute si appoggiano figure femminili e maschili o uccellini, cavallette e farfalle.
L’ambiente E, corrispondente all’ambiente 12, presenta un’analoga decorazione, meno ricca di particolari.
È visibile in questo tratto parte del loggiato 54, su cui si affacciavano tutti gli ambienti situati sul bordo della collina: all’estremità Nord-O-vest una scala conduce alla terrazza C sottostante ad arcate cieche, che fungeva da contenimento del loggiato superiore.

The summertime triclinium

The summertime triclinium (A), opening on the hillside with nine ample Windows, is sided by two enclosed gardens (viridaria) where root casts of large trees, once shading them, can he seen. Four symmetrically-placed rooms stand at the tricliniums sides, i.e. 11-12-E-F.
The wall decoration of room 12, highly refined but much damaged in Bourbon age, shows slender chandeliers on whose arms lean human figures along with birds, grasshoppers and butterflies. Room E, matching room 12, exhibits a similar decoration, albeit less rich in detail.
In this part of the villa a tract of terrace 54 - upon which all the rooms dose to the hill’s edge are lined up - can be seen. From its north-western termination a stairway leads down to another terrace sided by blind arcades supporting the upper structure.

Il triclinio

Il triclinio 3, decorato in quarto stile di et neroniana, presenta un alto zoccolo interrotto da edicole con figure su fondo nero e zona mediana con al centro di ogni parete un grande quadro mitologico. Sulla parete di fondo l'affresco raffigurante Dioniso appena arrivato a Nasso, che osserva innamorato Arianna che dorme. Sulla parete sinistra era la rappresentazione del mito di Ippolito, di cui resta solo una figura femminile seduta di spalle (forse la matrigna Fedra). Sulla parete destra resta solo parte del corpo della ninfa Ambrosia, pertinente al quadro mitologico raffigurante la follia di Licurgo. raffigurato inoltre, sulla parete destra, Zeus sotto forma di aquila che rapisce Ganimede.
Il soffitto, attualmente in restauro, costituito da una piccola volta centrale divisa in riquadri ornati da figurine in stucco e circondata da quattro medaglioni.

The triclinium

The triclinium 3, decorated in the 4th Pompeian Style (Neronian age) features a high socle interrupted by aediculae (niches) with figures on a black background, and the median zone of each wall havingin its centre a large square fresco with mythological themes. On the end-wall there is Dionysus just arrived at Naxos, while he lovingly glimpses at Ariadne asleep. On the left wall the Hippolitus myth, represented by just a sitting female figure seen from the back (his step-mother Fedra?) has survived. On the right wall all that remains is part of the body of the nymph Ambrosia, pertaining to the Licurgus' folly mythological theme. Also on the right wall. Zeus is shown in the guise of an eagle abducting Ganymede.
The ceiling, now under restoration, consists of a small central vault subdivided into ornamented wedges and surrounded by four medallions.

Gli ambienti 5-8-9-10

Attraverso lo stretto corridoio 8 si accede ai due cubicoli 5 e 10: dal primo, con un pavimento a mosaico geometrico bianco e nero a re¬ticolato con quadrati alternati a scudi incrociati, furono distaccati in epoca borbonica alcuni quadretti che ora fanno parte delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e del British Museum di Londra.
Di fronte è il cubicolo 10 a fondo giallo, da cui provengono alcuni affreschi con satiri e guerrieri sdraiati, distaccati in età borbonica, ora a Napoli. Al centro del pavimento era un emblema quadrato, anch’esso asportato nel ‘700 e non ancora individuato.
La diaeta 9, aperta con un’ampia finestra sul Golfo, presenta una particolare decorazione parietale con rombi, all’interno dei quali si alternano figure femminili, uccelli, fiori, medaglioni e amorini. Questa decorazione fu ampiamente asportata nel ‘700: attualmente singole “piastrelle”, rimontate in vario modo, sono al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Sites 5-8-9-10

A narrow aisle leads to a couple of cubicles (5 and 10). From the first one, whose floor was decorated with a black and white reticulate geometric mosaic comprising squares alternating with shields, a few elements were detached in Bourbon times, being now in the collections of the Naples National Archaeological Museum and of the British Museum in London.
In the same period the facing cubicle (10), painted yellow, also provided the Museum in Naples with some frescoes of satyrs and reclining warriors. From its floor centre a square emblem was removed, but so far it hasn’t been possible to find out its location. The diaeta (9), with a window opening on to the Gulf, reveals a special mosaic wall-decoration consisting of rhomb’s, within which birds, flowers, female figures, medallions and cupids alternate. Largely removed in the 18th century, it was variously remounted in the Naples Museum, where it stands to this day.