La base è l'elemento fondamentale che distingue nettamente la colonna ionica da quella dorica. Mentre la colonna dorica poggia "nuda" direttamente sul pavimento del tempio, quella ionica ha sempre un "piede" geometrico che serve a distribuire il peso e a slanciare ulteriormente la struttura.
Nel corso della storia antica si sono sviluppati diversi modelli, ma la più celebre e utilizzata è la base attica, composta da tre elementi circolari sovrapposti che creano un raffinato alternarsi di sporgenze e rientranze.
- Il Toro superiore: È un grande anello bombato (convesso). Rappresenta il punto di contatto elastico con il fusto della colonna.
- La Scozia (o trochilo): È una sezione scavata verso l'interno (concava). La sua funzione è puramente visiva: cattura l'oscurità e crea una linea d'ombra netta, che stacca visivamente i due anelli bombati.
- Il Toro inferiore: Un secondo anello bombato, solitamente più largo e massiccio di quello superiore, che raccoglie il peso e lo scarica a terra.
- Il Plinto: È un blocco di pietra perfettamente quadrato e piatto posizionato alla base di tutto. Serve a livellare la colonna sul pavimento del tempio e a proteggere i pezzi circolari superiori dalle scheggiature.
La Variante Asiatica (Base Samia)
Nelle regioni orientali della Grecia (come a Samo o a Efeso), gli architetti preferivano una base diversa, chiamata asiatica. Questa variante non usa la scozia in mezzo a due tori, ma poggia su un cilindro decorato con sottili scanalature orizzontali (chiamato spira) e si conclude in alto con un unico grande toro bombato.
Il trochilo è il termine tecnico (derivato dal greco antico tróchilos, che significa "carrucola") utilizzato dagli architetti classici per indicare quella che comunemente chiamiamo scozia.
Come abbiamo visto nella struttura della base, si tratta della modanatura concava, cioè della parte scavata verso l'interno.
Ha due funzioni principali molto precise:
Il gioco visivo (Chiaroscuro): Essendo una gola profonda, non viene mai colpita direttamente dalla luce del sole. Resta sempre in ombra. Questo crea una linea scura orizzontale che separa nettamente i due anelli bombati (i tori), impedendo alla base di sembrare un unico blocco pesante di pietra.
La proporzione: Serve a dare dinamismo. L'alternanza tra la sporgenza del toro e la rientranza del trochilo fa sì che la base della colonna sembri "viva" e flessibile, quasi come un cuscino che si schiaccia leggermente sotto il peso del fusto.
Curiosamente, gli antichi romani preferirono chiamarla scotía (dalla parola greca che significa "oscurità", proprio a causa dell'ombra che genera), ed è il motivo per cui oggi nei libri di testo di storia dell'arte si trovano entrambi i nomi per indicare lo stesso identico pezzo.
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