Isocrate

Erchia, 436 a.C. – Atene, 338 a.C.

Il nome di questo famoso Oratore, non che nella Grecia a᾽ suoi tempi, s᾽è mantenuto in ogni età glorioso ed illustre presso le colte nazioni. Ha egli la gloria d᾽essere stato Maestro d᾽uomini insigni, fra quali di Senofonte, di Teopompo, d᾽Iperide, d᾽Iseo, e dello stesso Demostene. Poichè varj Encomiatori ebbe del merito suo, e varj Scrittori della sua Vita, nel numero de᾽ quali Plutarco, Filostrato, e Dionisio Alicarnasseo; ci contenteremo di qui portare in sua lode le testimonianze di Cicerone, che così ne parla al III. de Oratore. Suavitatem Isocrates, subtilitatem Lysias, acumen Hyperides, sonitum Æschines, vim Demosthenes habuit. E nel Bruto. Isocrates, cujus domum cunctae Graeciae quasi ludus quidam patuit atque officina dicendi, Magnus Orator, et perfectus Magister, quamquam forensi luce caruit, intraque parietes aluit eam gloriam, quam nemo quidem meo judicio est postea consecutus. E nell᾽Oratore. Horum etati successit Isocrates, qui praeter ceteros ejusdem generis laudatur semper a nobis, nonnumquam, Brute, leviter, et erudite, repugnante te. Sed credas mihi fortasse, si quid in eo laudem cognoveris. Nam cum concisus ei Thrasymachus minutis numeris videretur, et Gorgias, qui tamen primi traduntur arte quadam verba vinxisse, Thucydides autem praefractior, nec satis, ut ita dicam, rotundus, primus instituit diletare verbis, et mollioribus numeris explere sententias. Non fu però esente dalla censura di Plinio per la soverchia sua cultura, e soavità, parendogli siccome elegante, e degno d᾽ammirazione, così talora snervato, e più freddo, che non dovrebbe.
È stato un retore e filosofo ateniese, uno dei maggiori maestri di retorica e un educatore degli individui che avrebbero formato la nuova classe dirigente. Oratore ateniese, nato nel 436, figlio di Teodoro del demo di Erchia. La ricchezza del padre gli permise di ricevere una educazione assai raffinata. Non conosciamo i nomi dei maestri, eccetto Gorgia, con cui entrò in relazione in età abbastanza matura; ed è per lo meno senza sicuro fondamento l'ipotesi che fa di lui per un certo tempo uno scolaro di Socrate. Ma dagli stessi scritti si rivela che egli subì l'influenza della Sofistica e della Socratica: e in specie di Protagora e di Prodico. Per un certo periodo, che non va oltre il 390, Isocrate praticò la psicagogia nel senso più ovvio e materiale, come arte di sostenere qualsiasi tesi, e mise a disposizione di chi ne aveva bisogno tale arte, guadagnandosi la vita in Atene con lo scrivere orazioni giudiziarie a pagamento, secondo l'uso. Isocrate ancor giovane fu però costretto a svolgere per un decennio la professione di logografo a causa dei dissesti finanziari della famiglia durante la guerra del Peloponneso La fama di Isocrate e della sua scuola fu grande in tutta l'Ellade, tanto che all'epoca del suo massimo sviluppo il maestro poteva chiedere agli allievi un compenso di ben 10 mine. Egli si proponeva di istruire i propri allievi alla vita pubblica attraverso lo studio della retorica, intesa quale disciplina principe tra le arti, l'unica in grado di far sviluppare le doti necessarie per avere successo nella vita Tra i suoi principali allievi, si ricordano gli oratori Cefisodoro, Iseo, Iperide e Licurgo, gli storici Teopompo di Chio ed Eforo di Cuma, il poeta tragico Teodette, il politico Timoteo.


Opere e Testi di Isocrate disponibili:

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