Cornelio Nepote

Hostilia o Ticinum (Pavia), 100 a.C. circa – Roma, 32 a.C.)

Cornelio Nepote è una figura interessante: non è certo il "gigante" della letteratura latina come lo furono i suoi contemporanei Cicerone o Catullo, ma è stato un innovatore fondamentale a modo suo.

Possiamo definirlo il primo vero biografo della letteratura latina. Ecco i punti chiave per inquadrarlo:

  • L'uomo e il circolo
    Vissuto nel I secolo a.C. (circa 100-27 a.C.), Nepote veniva dalla Gallia Cisalpina (l'attuale Nord Italia). A differenza di molti suoi amici, decise di restare fuori dalla vita politica attiva, dedicandosi interamente all'ozio letterario. Era molto stimato:
    Catullo gli dedicò il suo famoso libellus (il carme 1), lodando la sua fatica nel riassumere la storia del mondo.
    Cicerone era suo amico e corrispondente abituale.
  • L'opera principale: De viris illustribus
    La sua opera più famosa è una raccolta di biografie divisa in 16 libri. L'idea era geniale nella sua semplicità: mettere a confronto i grandi personaggi romani con quelli stranieri (soprattutto greci).

Cosa ci resta: Purtroppo solo il libro sui condottieri stranieri (De excellentibus ducibus exterarum gentium) e le biografie di Catone il Censore e Attico.

Non voleva solo fare storia, ma offrire modelli morali. Nepote era un convinto sostenitore del relativismo culturale: spiegava ai Romani che certi costumi greci (come danzare o suonare il flauto), pur sembrando frivoli a Roma, erano onorevoli in Grecia.

Oltre a essere una fonte preziosa per conoscere personaggi come Annibale o Temistocle, Nepote è il simbolo di una cultura romana che iniziava ad aprirsi al mondo, diventando meno provinciale e più curiosa verso "l'altro".

Curiosità: Per secoli, Cornelio Nepote è stato l'autore preferito nelle scuole per insegnare il latino, proprio grazie alla brevità dei suoi racconti e alla semplicità della sua sintassi.


Opere e Testi di Cornelio Nepote disponibili:

Di seguito l'elenco delle opere consultabili online su Miti3000:

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