Publio Ovidio Nasone

Sulmona, 20 marzo 43 a.C.[2] – Tomi, 17 o 18 d.C.

Ovidio Nasone, Publio (Sulmona 43 a.C. - Tomi, Mar Nero 17 o 18 d.C.). Poeta di elevatissima fama, influenzò poeti e scrittori fin dai suoi tempi attraversando il medioevo fino ad arrivare ai giorni nostri lasciando il suo stile impresso nelle opere di autori quali Boccaccio, Ariosto, P. de Ronsard, Shakespeare, Milton ecc.. Proveniente da una famiglia di cavalieri, studiò legge divenendo un bravo retore, ma, prevalse la vocazione letteraria che lo indusse ad abbandonare la carriera pubblica e a dedicarsi all'arte delle Muse. Scrisse parecchie opere quali: gli Amores (in cinque libri nel 14 a.C. e successivamente ridotti a tre), Ibis, l'Ars amatoria, le Tristia, i Remedia amoris, il De medicamine faciei, i Fasti dei previsti dodici libri, uno per ogni mese, restano soltanto i primi sei, le Epistulae ex Ponto, Medea (della quale rimangono pochi versi), le Eroidi (Heroides) e non ultima le Metamorfosi opera in quindici libri .


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