Cratere attico a colonne a figure nere Da Rutigliano. 550-500 a.C. - Inv. 4302
Lato A. Apoteosi di Eracle. Il momento immortalato è l'introduzione di Eracle nell'Olimpo. Atena, non è solo una guerriera, ma la protettrice personale di Eracle. Il fatto che sia lei a guidare il carro (o ad assisterlo nella salita) simboleggia il passaggio dell'eroe dal mondo dei mortali a quello degli dei. Eracle, è immediatamente riconoscibile dai suoi attributi iconici: la leontè (la pelle del leone di Nemea) che gli fa da corazza e la clava, simboli delle sue leggendarie fatiche. Dioniso: La sua presenza con il rhyton (il corno potorio) non è casuale. Essendo un altro figlio di Zeus nato da una mortale e poi divinizzato, funge da "collega" che accoglie Eracle nel banchetto eterno degli dei. Ermes, con il caduceo (il bastone alato) e i calzari, svolge il suo ruolo di psicopompo e araldo, guidando fisicamente il corteo verso la dimora divina. Un dettaglio tecnico interessante: se guardi bene i cavalli della quadriga, noterai come il pittore abbia usato sapientemente le incisioni per separare le zampe e i musetti dei quattro animali, che altrimenti risulterebbero un'unica macchia nera. È una prova di grande abilità manuale, considerando che una volta incisa la vernice non si poteva più tornare indietro. Lato B. Quadriga trainata da un'auriga.
Questo vaso non è solo un capolavoro della tecnica a figure nere, ma un potente simbolo di prestigio. Prodotto nelle officine di Atene, fu scelto dalle élite baresi come pezzo centrale del proprio corredo funerario, testimoniando un legame indissolubile tra l'antica Barium e i grandi miti della Grecia classica.
Museo santa Scolastica - Cratere attico a colonne a figure nere
di Rodolfo Furneri

