Ceramica Apula a figure Rosse da Conversano: N°13 Rhyta. Inv. 1609 - N° 14 Rhyta. Inv. 1610
Questi oggetti rappresentano l'apice della maestria plastica e pittorica della Magna Grecia. Non erano semplici contenitori, ma strumenti rituali utilizzati durante i banchetti più esclusivi per onorare gli dei e ostentare il prestigio sociale. La parte inferiore del vaso è modellata con un realismo sorprendente, trasformando l'argilla in creature vive: A sinistra (Inv. 1609): Vediamo una testa di grifone, creatura mitologica dalla cresta dentellata e dallo sguardo fiero. Il grifone era spesso associato ad Apollo o a Dioniso e simboleggiava protezione e regalità. A destra (Inv. 1610): Troviamo una testa di toro, animale sacro per eccellenza, simbolo di potenza generatrice e forza vitale. La resa dei dettagli, come la muscolatura del muso e le corna striate, è di altissimo livello. Sul "corpo" a imbuto (il collo del vaso), il ceramista ha dipinto scene in miniatura che richiamano la sfera del piacere e del sacro: Dominano figure femminili eleganti, sedute o in movimento, che reggono oggetti rituali come paterae (piatti per offerte) o specchi. Le decorazioni floreali che circondano le figure, come i complessi intrecci vegetali e le palmette, sono tipiche dello stile apulo "ornato", pensato per riempire ogni spazio con grazia. Immagina questi vasi durante un simposio a Conversano (l'antica Norba peuceta): il vino scorreva attraverso questi rhyta, caricandosi del potere simbolico dell'animale raffigurato. Il contrasto tra il nero lucido della vernice, il rosso dell'argilla e i dettagli in bianco e giallo creava un effetto quasi metallico sotto la luce delle lucerne. Curiosità: spesso questi vasi avevano un piccolo foro sulla punta del muso dell'animale? Serviva a far uscire un filo sottile di vino, permettendo di bere con grande eleganza senza toccare il bordo con le labbra.
Museo santa Scolastica - Ceramica Apula a figure Rosse
di Rodolfo Furneri

