Skyphos, da Ruvo di Puglia, IV sec. a.C. - Inv. 7700.
È uno skyphos di tipo attico, caratterizzato da un corpo profondo, pareti che si restringono verso il basso e due anse orizzontali "a bastoncello" impostate appena sotto l'orlo. Figure rosse sovradipinte. La particolarità della produzione apula del IV secolo a.C. è l'uso generoso di colori aggiunti (bianco e giallo) per dare risalto e tridimensionalità ai dettagli. Risale alla metà del IV secolo a.C., periodo di massimo splendore per le officine ceramiche della Puglia antica. La figura Femminile: Al centro della scena (Lato A) è raffigurata una donna stante, elegantemente vestita con un chitone finemente drappeggiato. La figura è colta in un gesto cerimoniale o quotidiano: tiene in mano un oggetto, probabilmente una patera (un piatto rituale) o uno specchio, elementi tipici del corredo femminile e della sfera nuziale o religiosa. La donna è incorniciata da grandi palmette a ventaglio e motivi a volute vegetali che occupano lo spazio sotto le anse. Questi motivi non sono solo ornamentali, ma servono a isolare e dare importanza alla figura centrale. Nota la cura nei particolari del volto, dell'acconciatura (spesso raccolta in un sakkos o una rete) e dei gioielli, resi con piccoli tocchi di colore chiaro per simulare l'oro o le perle. Questo vaso non era un semplice oggetto d'uso comune. In un contesto come quello di Ruvo, faceva parte di un corredo funebre aristocratico. Serviva a ostentare lo status sociale del defunto e il suo legame con la cultura greca, pur mantenendo un gusto estetico prettamente locale ("itinerario" o "proto-italiota").
Museo santa Scolastica - Skyphos
di Rodolfo Furneri

