Museo santa Scolastica - anfora apula

di Rodolfo Furneri


Questa anfora apula (inv. 873) è un pezzo monumentale dello stile "Ornato", tipico della produzione di Canosa di Puglia tra il 330 e il 310 a.C. È un oggetto di straordinaria complessità, concepito per un contesto funerario di altissimo livello. Lato A: Il Mito e il Culto Funerario, la decorazione è divisa in due livelli sovrapposti, uniti dal tema dell'oltretomba: Il Registro Superiore (Orfeo): Al centro siede Orfeo, il cantore capace di incantare la natura. Indossa il tipico costume orientale (chitone a maniche lunghe, pantaloni decorati e berretto frigio) e suona una grande cetra. Ai lati, tre guerrieri traci lo ascoltano immobili, soggiogati dalla musica. La presenza di un giovane che brucia incenso in un thymiaterion (bruciaprofumi) sottolinea il carattere sacro e rituale della scena. Il Registro Inferiore (La Stele): Sotto una fascia decorata con rosette, vediamo una scena legata al culto dei morti. Diverse figure portano offerte (vasi, bende, ghirlande) verso una stele funeraria centrale. Questo registro riflette le reali pratiche di devozione dei familiari verso il defunto. Lato B: Dioniso ed Eros, il retro del vaso presenta temi legati alla gioia e alla rigenerazione: In alto, figure legate al mondo di Dioniso celebrano un rito, simbolo di speranza in una vita felice dopo la morte. Eros e la Sfera Privata: In basso, la presenza di Eros con giovani e donne richiama la bellezza, l'amore e la continuità della stirpe. È un'anfora di grandi dimensioni con anse alte e un collo slanciato, decorato con una grande palmetta centrale e motivi a viticcio sull'ampio orlo. Policromia: Nota l'abbondante uso del bianco e del giallo sovraddipinti (per la cetra, i gioielli, la stele e i dettagli dei vestiti). Questa ricchezza cromatica è il marchio di fabbrica della ceramica apula matura. Orfeo è una figura chiave nei contesti funerari poiché, essendo disceso negli Inferi e tornato, rappresentava per il defunto la promessa di una salvezza ultraterrena (Orfismo). Questo vaso è quasi una "enciclopedia" delle credenze religiose della Puglia antica. Ti sei soffermato a guardare i dettagli dei volti di profilo nel sottosquadro del collo?


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