Questo Askos monumentale (inv. 7638) rappresenta l'apice della produzione ceramica di Canosa di Puglia tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. È un oggetto che rompe completamente con la tradizione dei vasi dipinti visti finora, entrando nel regno della plastica policroma. La Protome di Gorgone: Il volto di Medusa al centro è l'elemento visivo più potente. Con i capelli serpentiformi e lo sguardo ipnotico, fungeva da apotropaico (scaccia-malocchio), un guardiano magico posto a difesa della tomba per tenere lontani gli spiriti maligni o i profanatori. Le Statuette (Figurine fittili): Applicate sopra le anse o sul corpo del vaso, le figure femminili stanti sono vestite con eleganti chitoni a pieghe fitte. Il loro gesto solenne le identifica come oranti (donne in preghiera) o divinità infere che guidano l'anima nel viaggio ultraterreno. Dimensioni: La definizione "monumentale" non è un'esagerazione. Questi vasi potevano raggiungere dimensioni enormi, perdendo ogni funzione pratica (era impossibile versare liquidi da un oggetto così pesante) per diventare vere e proprie sculture funerarie. La Tecnica e il Colore "Barocco". Ciò che vediamo oggi è solo lo "scheletro" di argilla, ma dobbiamo immaginarlo come un'esplosione di colori: Pittura a tempera: Dopo la cottura, il vaso veniva ricoperto di un ingobbio bianco e poi dipinto con colori vivaci come il rosa, l'azzurro, il giallo e il rosso. Lusso Canosino: Questa tecnica "policroma e plastica" è tipica degli ipogei canosini (come l'Ipogeo Lagrasta) e riflette il gusto sfarzoso, quasi teatrale, dell'aristocrazia locale dell'epoca. Contesto Archeologico Questi askoi venivano sistemati negli angoli delle camere funerarie scavate nel tufo. Insieme a letti decorati e ori preziosi, servivano a ricreare una sorta di "dimora eterna" che celebrasse per sempre la ricchezza e l'origine nobile della famiglia. Hai notato come questo vaso sembri quasi "fuso" con le statue che lo sormontano? È l'esempio perfetto di come la ceramica, alla fine del IV secolo, si fosse ormai trasformata in arte scultorea.
Museo santa Scolastica - Askos
di Rodolfo Furneri

