Questo raffinato vaso plastico a testa femminile (spesso identificato come un'Oinochoe o un Prochoos (È una brocca alta e sottile utilizzata nell'antica Grecia. Veniva impiegata specificamente per contenere l'acqua destinata al lavaggio delle mani.) antropomorfo) è un altro esempio sorprendente dell'arte canosina del periodo ellenistico. A differenza degli askoi monumentali visti in precedenza, qui l'intero corpo del vaso coincide con la scultura. Ecco gli elementi distintivi di questo reperto: L'Estetica della "Donna Canosina" Il Volto: La testa femminile è modellata con lineamenti dolci e idealizzati, tipici del gusto ellenistico che si diffonde dopo Alessandro Magno. Gli occhi grandi e le labbra sottili riflettono un'eleganza aristocratica. L'Acconciatura e il Diadema: I capelli sono divisi da una scriminatura centrale e raccolti in morbide onde. Sopra la fronte spicca un alto diadema a tiara, che conferisce alla figura un aspetto regale o divino (forse una raffigurazione di Afrodite o di una nobile defunta eroizzata). Le Protomi Minori: Sulla sommità, ai lati del manico, spuntano due piccole testine supplementari. Questo gusto per la ripetizione e l'accumulo di elementi decorativi è un tratto distintivo della ceramica di Canosa. Dettagli Tecnici. Il Manico: L'altissimo manico verticale a nastro non serve solo a trasportare il vaso, ma ne slancia la figura, bilanciando la solidità della base. Policromia a Freddo: Come negli askoi, il colore non veniva cotto ma applicato dopo, su uno strato di gesso bianco (ingubbiatura). Se guardi con attenzione, puoi ancora notare i resti del pigmento rosato sulle guance e sul diadema, che in origine rendevano il vaso quasi "vivo". Funzione Funeraria. Sebbene abbia la forma di un contenitore per liquidi (come oli profumati o vino rituale), la sua natura fragile e decorata indica che fosse destinato esclusivamente all'ipogeo. Insieme agli altri pezzi della collezione, serviva a creare un'atmosfera di lusso e bellezza che sfidasse l'oscurità della tomba. Questi vasi "a testa" erano molto popolari e venivano realizzati in diverse varianti, a volte raffigurando anche divinità come Dioniso o Pan.
Museo santa Scolastica - vaso plastico a testa femminile
di Rodolfo Furneri

