Museo santa Scolastica - Ceramica messapica

di Rodolfo Furneri


Ceramica messapica a decorazione geometrica e a stile misto.
N° 16 Brocchetta, Inv. 3748;
N° 17, Trozzella, Inv. 1627
N°18, Trozzella, Inv. 2460. VI-V sec. a.C.
Con queste trozzelle (N° 17 e 18) ci spostiamo nel cuore dell'identità culturale della Messapia (il Salento attuale), che insieme alla Daunia e alla Peucezia formava il mosaico delle civiltà indigene pugliesi. La trozzella è il vaso "nazionale" dei Messapi, assolutamente inconfondibile per le sue caratteristiche: Le "Trozzelle": Il nome deriva dalle rotelle (o "trozze") poste alle estremità delle alte anse verticali. Queste rotelle, inizialmente funzionali per fissare le dita o corde, sono diventate col tempo un elemento puramente decorativo e distintivo. Evoluzione degli Stili: La n° 17 (Inv. 1627) mostra uno stile più arcaico e geometrico, con rombi e fasce che richiamano la tradizione indigena pura. La n° 18 (Inv. 2460) è un esempio splendido di stile misto: qui compaiono elementi vegetali più fluidi tra le fasce, segno dell'influenza dei modelli greci che iniziavano a "contaminare" la rigorosa geometria locale. Significato Sociale: Venivano quasi esclusivamente deposte in tombe femminili di alto rango, sottolineando il ruolo e il prestigio della donna all'interno della società messapica. È affascinante notare come, pur essendo tutte popolazioni pugliesi, i Dauni (con i loro askoi e vasi-filtro) e i Messapi (con le trozzelle) avessero creato oggetti così diversi per affermare la propria identità.


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