Museo santa Scolastica - Lebete beotico

di Rodolfo Furneri


Sono denominati "cabirici" i vasi decorati a figure nere rinvenuti nel santuario dei Cabiri in Beozia (Grecia), caratterizzati da scene caricaturali, con satiri come protagonisti, ispirate probabilmente a rappresentazioni teatrali che si svolgevano nel santuario.
Questo è un pezzo davvero esilarante e raro, un vero Lebete beotico cabirico (Inv. 13524) d'importazione, che ha ispirato le imitazioni locali come quella che abbiamo visto poco fa. La particolarità assoluta di questo vaso è che "parla": Il fumetto antico: Sopra i due satiri impegnati in una lotta goffa, si legge l'iscrizione in greco che riporta l'esclamazione "mi strozza!" (pnigei me). È uno dei rarissimi esempi in cui la parola scritta viene usata per dare voce e immediatezza a una scena caricaturale, proprio come in un fumetto moderno. Contrasti narrativi: Accanto alla scena comica della lotta, il vaso descrive altri momenti di vita: il banchetto (simposio) con la tavola imbandita e il gesto cortese dello scambio della corona. Questa mescolanza di temi "alti" e "bassi" è tipica del culto dei Cabiri, dove il sacro si fondeva con la farsa. Dettagli naturalistici: La scena della caccia (i cani e il cerbiatto) aggiunge un ulteriore registro narrativo, mostrando la varietà di interessi del pittore. Trovare un oggetto simile in Peucezia conferma quanto queste popolazioni amassero non solo l'arte greca solenne, ma anche quella più ironica e teatrale.


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