Museo santa Scolastica - Calice peucezio V-IV sec. a. C.

di Rodolfo Furneri


Questo Calice peucezio V-IV sec. a. C. (Inv. 7413) è un documento archeologico affascinante proprio per le sue "imperfezioni". Rappresenta perfettamente quel momento di transizione in cui gli artigiani locali tentarono di abbandonare il sicuro rigore geometrico per avventurarsi nel mondo delle figure animate. Ecco perché questo pezzo è così significativo: Il contrasto tecnico: Come hai notato, c'è un forte stacco tra la parte superiore, con la fascia a scacchiera e i motivi vegetali eseguiti con precisione, e la fascia centrale figurata. Gli animali (volatili e un quadrupede) sono resi in modo quasi ingenuo, con una linea incerta che fatica a gestire le proporzioni. L'imitazione "fallita": Il ceramista cercava di imitare la ricchezza narrativa dei vasi apuli a figure rosse (come il grande cratere di Priamo che abbiamo visto), ma non possedeva ancora la formazione tecnica per gestire il disegno anatomico e la profondità. Valore storico: Nonostante l'imperizia del pittore, questo vaso è prezioso perché ci mostra un artigianato "vivo", che sperimenta e prova a modernizzarsi. Ci dice che la domanda di scene figurate era così alta che anche le botteghe meno esperte cercavano di soddisfare i gusti della clientela dell'epoca. È curioso vedere come lo stesso popolo che tracciava svastiche e meandri con millimetrica precisione si trovasse così in difficoltà nel disegnare un semplice animale.


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