Pelike apula a figure rosse.
Produzione Apula (Sud Italia, probabilmente area tarantina o canosina). Metà del IV secolo a.C. (ca. 350-340 a.C.).
Materia e Tecnica: Argilla; vernice nera; tecnica a figure rosse con esteso uso di sovraddipinture in bianco e giallo per i dettagli preziosi. Pelike con corpo globulare, anse a nastro e collo distinto.
Scena Principale: Scena di conversazione/offerta in un contesto domestico o rituale.
Figura maschile (sinistra): Un giovane nudo (un efebo o Eros senza ali) è seduto su un masso roccioso sopra il quale è steso un mantello. Regge una grande phiale (coppa) contenente offerte.
Figura femminile (destra): Una donna stante, vestita con un chitone finemente plissettato, regge nella mano sinistra una corona o un sistro e nella destra un oggetto rettangolare a listelli, identificabile come una scaletta (un oggetto rituale o un giocattolo spesso presente nelle scene apule).
Elementi centrali: Tra i due si trova un arbusto fiorito reso con tocchi di bianco. In alto pende un nastro (taenia) e compaiono rosette ornamentali.
Decorazioni Accessorie:
Collo: Fregio a corona di foglie d'alloro. Sotto, una fila di punti bianchi (perle).
Base: Fascia a meandro interrotto da quadrati con croce.
Questa pelike è un esempio perfetto di come la ceramica pugliese del IV secolo cercasse di imitare la ricchezza degli oggetti reali (gioielli, tessuti) attraverso l'uso del colore bianco e giallo sovradipinto. La composizione è armoniosa e riflette il gusto delle élite locali per scene eleganti e pacate, legate ai temi dell'amore e della preparazione rituale.
Museo santa Scolastica - Pelike apula
di Rodolfo Furneri

