Stele Funeraria di Nepos di Bisanzio
Identificazione e Tipologia: Stele funeraria a edicola. Romano (Età Imperiale). II-III secolo d.C. Dati Tecnici e Morfologici. Materia: Marmo bianco. La stele simula un piccolo tempio (edicola) con un frontone triangolare decorato da una patera (piatto rituale) centrale e due colonnine laterali con capitelli corinzi stilizzati.
Descrizione dell'Epigrafe. L'iscrizione è incisa in greco, lingua ancora molto diffusa nel Mediterraneo orientale e nei porti commerciali dell'epoca: Testo: ΝΕΠΩΣ ΚΑΛΛΙΧΡΥΣΟΥ ΒΥΖΑΝΤΙΟΣ ΖΗΣΑΝΤΙ ΕΤΗ ΚΕ...
Traduzione: "A Nepos, figlio di Kallichrysos, di Bisanzio, vissuto 25 anni, 3 mesi e 15 giorni".
Ci racconta di un giovane immigrato proveniente da Bisanzio (l'odierna Istanbul) che viveva a Bari, probabilmente per lavoro, e che qui morì prematuramente.
Dettagli Figurati (Bassorilievo) Sotto l'iscrizione sono scolpiti gli strumenti del mestiere del defunto, un dettaglio fondamentale per capire chi fosse Nepos:
Attrezzi: Si distinguono chiaramente martelli, scalpelli e punteruoli. Questi indicano che Nepos era un marmoraro (scultore o artigiano della pietra) molto qualificato, venuto dall'Oriente per prestare la sua opera nei cantieri della Bari romana.
Analisi Storica. Questo reperto è una prova tangibile del cosmopolitismo di Bari in epoca romana. La città era un porto vivace dove persone da tutto l'Impero si incrociavano, lavoravano e integravano. La precisione con cui viene indicata l'età (anni, mesi e giorni) riflette il profondo dolore dei familiari o dei colleghi che gli dedicarono il monumento.

