Museo santa Scolastica - Elmo in bronzo V sec. a.C. da Ruvo di Puglia.

di Rodolfo Furneri


Elmo in bronzo V sec. a.C. da Ruvo di Puglia.

Elmo in bronzo V sec. a.C. da Ruvo di Puglia. Inv. 7697

Esemplare di elmo apulo-corinzio risalente al periodo classico. L'oggetto è caratterizzato da una calotta decorata e da applicazioni negli incavi oculari che simulano lo sguardo umano attraverso l'uso di materiali preziosi come l'avorio.

Certamente. Questo elmo non è solo un pezzo di equipaggiamento militare; è una delle espressioni più affascinanti e inquietanti dell'arte antica in Italia.

Immagina di trovarti di fronte a un guerriero che non ti guarda con i propri occhi, ma attraverso lo sguardo fisso e innaturale del suo elmo.
Ecco una descrizione dettagliata che ne coglie l'essenza artistica e storica: L'Anima del Guerriero: Lo Sguardo d'Avorio L'elemento che cattura immediatamente l'attenzione sono gli incavi oculari. A differenza degli elmi corinzi classici, dove i fori servivano per vedere, qui gli occhi sono "riempiti" con inserti in avorio e pasta vitrea.
L'effetto visivo: Le pupille sembrano seguire l'osservatore, conferendo all'oggetto una vitalità quasi magica.

Simbolismo: Questo elmo era probabilmente destinato alla parata o al corredo funebre. Lo sguardo "eterno" serviva a pietrificare il nemico o a proteggere il defunto nel suo viaggio nell'aldilà.

Struttura e Artigianato: L'elmo è forgiato da un unico foglio di bronzo, lavorato con una maestria che rivela l'eccellenza delle officine della Magna Grecia (probabilmente attive proprio tra Ruvo e Taranto): La Calotta: Liscia e perfettamente curvilinea, culmina in una decorazione a rilievo sulla fronte che simula la capigliatura o sopracciglia stilizzate, accentuate da una fila di piccole borchie sferiche.

Protezione Nasale: Il paranaso è pronunciato ma elegante, integrandosi perfettamente nel design del "volto" metallico.

Patina: Il tempo ha donato al bronzo una colorazione verde-azzurra (ossidazione naturale) che esalta la lucentezza bianca dell'avorio rimasto negli occhi.

Questo reperto (Inv. 7697) è il simbolo della cultura Apulo-Corinzia. Rappresenta il punto d'incontro tra: L'estetica Greca: La forma di base deriva dai modelli di Corinto. Il gusto Italico (Peuceta): Le popolazioni locali della Puglia rielaborarono l'elmo rendendolo meno funzionale al combattimento corpo a corpo e più simile a un simbolo di potere status-symbol. Spesso veniva indossato alto sulla fronte, come una corona, invece che calato sul volto.

Rinvenuto a Ruvo di Puglia, centro che nell'antichità era un ricchissimo snodo commerciale e culturale, l'elmo ci racconta di un'aristocrazia guerriera che amava circondarsi di oggetti di lusso estremo. Oggi, esposto al Museo di Santa Scolastica a Bari, continua a esercitare un magnetismo ipnotico su chiunque lo osservi.

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