Insieme di asce in bronzo di provenienza indeterminata dall'area pugliese.
Sono presenti asce a cannone tipo Manduria (n. 2), caratterizzate da occhiello laterale e costolature sulla lama, e un'ascia ad occhio ovale tipo Reinzano (n. 3). I reperti risalgono al X secolo a.C.
Oggetti: Asce in bronzo (tipo Manduria e tipo Reinzano)
Epoca: Eta' del Bronzo Finale (X secolo a.C.)
Provenienza: Area pugliese (sito indeterminato)
Caratteristiche: Occhiello laterale, costolature angolari, occhio ovale
La tecnologia del fissaggio
In un'epoca senza colla industriale, il problema principale era impedire che la testa dell'ascia si staccasse dal manico durante l'impatto.
Le asce a cannone (n. 2): Osserva il foro (occhiello) vicino al bordo superiore. L'ascia veniva infilata su un manico di legno a forma di "L". Una cordicella di cuoio passava attraverso l'occhiello e veniva legata strettamente al manico. Le costolature verticali sulla lama non erano solo estetiche: servivano a rinforzare il metallo nei punti di maggior stress meccanico.
L'ascia ad occhio ovale (n. 3): È quella sulla destra, più massiccia e piatta. Qui il concetto è opposto: il manico non entra in un "cannone", ma è l'ascia stessa che presenta un foro (l'occhio) o dei margini entro cui si inserisce il legno. È un tipo di utensile più pesante, ideale per lavori di carpenteria pesante o come ascia da spacco. I "Ripostigli" di Bronzo.
Spesso oggetti come questi non vengono trovati in tombe, ma in quelli che gli archeologi chiamano ripostigli: buche nel terreno dove venivano nascosti decine di pezzi di bronzo (asce, spade rotte, frammenti). Potevano essere: Riserve di metallo: Una sorta di "banca" di un fabbro che intendeva rifondere il bronzo per creare nuovi oggetti. Offerte rituali: Doni alle divinità sotterranee o della terra. La colorazione bluastra-verde che si vede (la patina) è lo strato protettivo che il bronzo crea naturalmente ossidandosi sottoterra, preservando il metallo interno per tremila anni.

