Primo piano di un cinturone a fascia in bronzo, tipico dell'armamento difensivo dei guerrieri peucezi. La superficie è decorata con motivi a sbalzo lungo i margini. A sinistra è visibile una oinochoe (brocca per il vino) in bronzo con corpo globulare e alto manico, elemento di prestigio del corredo simposiaco rinvenuto a Bari in via della Resistenza.
Il Cinturone: Un "Fumetto" in Bronzo. Se guardi bene la superficie del cinturone, non è solo una lastra piatta. La tecnica dello sbalzo (battere il metallo dal retro) creava figure in rilievo che raccontavano storie:
Motivi a sbalzo: Lungo i margini si notano piccole punzonature e linee che formavano cornici.
Al centro, spesso venivano raffigurati animali reali o mitologici. In questo esemplare, nonostante le lacune e le incrostazioni, si intuisce la complessità del disegno originale.
I fori di fissaggio: Sui bordi del cinturone (visibili nella parte alta della fascia) ci sono dei piccoli fori. Servivano per cucire la lamina di bronzo su un supporto di cuoio pesante. Senza il cuoio, il bronzo sarebbe stato troppo fragile e tagliente per essere indossato direttamente.
La patina: Noti quelle macchie rossastre che si mescolano al verde? Sono tracce di ossidazione del rame (cuprite) che, insieme ai carbonati di rame verdi, creano questo mosaico cromatico tipico dei bronzi antichi. L'Oinochoe: Il lusso del Simposio. La brocca a sinistra è un pezzo di rara eleganza:
Il Manico: Nota la curvatura alta e l'attacco alla bocca della brocca; è progettato per versare il vino con un gesto preciso durante i banchetti (simposi).
Status Symbol: Possedere un set da vino in bronzo, invece che in argilla, era come possedere oggi dell'argenteria di lusso. Dimostrava che il guerriero non era solo un combattente, ma anche un uomo di cultura che partecipava ai banchetti in stile greco.
Curiosità tecnica. Il fatto che questi oggetti siano stati trovati insieme nella necropoli di via della Resistenza ci dice che il defunto è stato sepolto con la sua armatura "da parata" e i suoi oggetti più cari. Per i Peucezi, il guerriero doveva apparire potente e ricco anche nell'oltretomba.
I dettagli della superficie istoriata. Scene di combattimento e animali: In molti cinturoni poco più tardi di questo, la decorazione a sbalzo mostrava spesso animali in corsa (lepri o cani) o scene di caccia. Se osservi la parte destra della fascia, tra le lacune del metallo, sembrano intravedersi profili stilizzati di figure che potrebbero essere animali o cavalieri. Il motivo a "treccia" o geometrico: Lungo i bordi si nota una serie di punzonature regolari che creano una cornice. Questa serviva a rinforzare il bordo della lamina e a dare un ritmo decorativo a tutto l'oggetto. Le tracce di rosso: Come notavi nella scheda tecnica, quelle sfumature rossastre (ossido di rame) spiccano sul verde smeraldo della malachite. Queste variazioni cromatiche a volte aiutano gli archeologi a capire come l'oggetto era posizionato nel terreno: le parti più rosse spesso indicano una diversa esposizione all'umidità o il contatto con materiali organici (come il cuoio dell'imbottitura) che si sono decomposti.
Un dettaglio curioso: I ganci. Anche se non si vedono chiaramente in questa inquadratura, questi cinturoni si chiudevano con dei ganci a forma di testa d'animale o di mano che si infilavano nei fori della lamina. Erano veri e propri gioielli di meccanica antica. Questo guerriero di Bari non indossava solo una protezione, ma un pezzo di artigianato d'avanguardia che comunicava a chiunque lo guardasse: "Io sono un nobile, ho viaggiato, conosco il lusso e so combattere".

