Museo santa Scolastica - vetrina dedicata alla Tomba 7/1989

di Rodolfo Furneri


vetrina dedicata alla Tomba 7/1989

Questa vetrina dedicata alla Tomba 7/1989 di Ceglie del Campo è una finestra incredibile sulla vita privata e sui rituali di un'antica famiglia peuceta, la varietà dei materiali evidenzia (argilla, pietra, materiali organici) deposti nelle sepolture peucete del IV secolo a.C.

Qui non vediamo solo armi, ma la dimensione del banchetto e della cura personale. Ecco i pezzi più interessanti da osservare:

  • 1. L'Alabastron e la cura del corpo. Quell'oggetto bianco e allungato sulla destra è un alabastron, realizzato in vero alabastro. Serviva a contenere oli profumati o unguenti preziosi. La presenza di questo oggetto, insieme ai pendagli in ambra (quelli gialli a sinistra), ci dice che il defunto o la defunta apparteneva a una classe sociale che amava il lusso e la cosmesi, spesso importando materiali rari dal Baltico (l'ambra) o dall'Oriente.
  • 2. L'illuminazione per l'aldilà. Al centro spiccano due lucerne in terracotta. Venivano deposte nelle tombe non solo come oggetti d'uso quotidiano, ma con un forte valore simbolico: servivano a "far luce" nel cammino verso l'oltretomba. Nota la loro forma schiacciata e il beccuccio dove veniva inserito lo stoppino.
  • 3. Il banchetto (Simposio)Il gruppo di coppe a vernice nera e il *kothon* (il contenitore basso con coperchio al centro) sono gli strumenti del brindisi rituale. La vernice nera, lucida e metallica, era un'imitazione più economica dei vasi in bronzo che abbiamo visto prima, ma comunque molto elegante e ricercata.
  • 4. Oggetti in Ambra. I frammenti grezzi e il pendaglio geometrico a sinistra sono particolarmente preziosi. L'ambra era soprannominata "l'oro del Nord"; per i Peucezi era un materiale magico e protettivo. Il fatto che ce ne sia così tanta in una sola tomba indica una ricchezza straordinaria.

È affascinante vedere come, in una città come l'antica Caelia (oggi Ceglie del Campo), convivessero oggetti di produzione locale e materiali di importazione, creando un mix culturale unico.

* Il kothon era una meno frequente forma di coppa, con basso corpo rigonfio e orlo rientrante, dotata di un'unica ansa ad anello affiancata da due sporgenze.
In alcuni casi appare privo di ansa e con piede su corto stelo. Con lo stesso nome si indica in archeologia anche una forma vascolare tipica della civiltà picena, con il quale il kothon greco non va confuso;
il vaso piceno, denominato kothon o cothon in forma strettamente convenzionale, era caratterizzato da piccole dimensioni, da corpo globulare e schiacciato, da una sola ansa, rialzata, e da un orlo fortemente rientrante che dà origine ad una bocca assai ristretta.


Navigazione e approfondimenti:

Ti trovi nella sezione Musei di Miti3000. Da qui puoi:

Fine del testo di Museo santa Scolastica -