Cratere a calice apulo a figure rosse (370-350 a.C.) raffigurante una farsa teatrale.
Ecco il "dietro le quinte" del teatro antico! Questa scena è fantastica perché ci mostra esattamente come appariva una farsa fliacica (una commedia popolare e buffonesca) nella Puglia di 2400 anni fa.
Una Commedia "on the road" Il vaso, proveniente da Valenzano, ci racconta una storia di viaggio molto divertente e umana: Il Palcoscenico (Pulpitum): Nota la struttura a sinistra con le colonne e una tenda o drappo (l'aulaeum). Rappresenta il palco rialzato in legno tipico delle rappresentazioni itineranti che giravano per le città della Magna Grecia.
I Protagonisti: Sulla scala vediamo un vecchio padrone con una maschera dai lineamenti esagerati e la tipica "pancia finta" dei fliaci.
Dietro di lui c'è il servo, curvo sotto il peso di un enorme bagaglio (una grossa cesta o un baule). È la classica dinamica comica: il padrone borbotta e il povero servo fatica.
La Scena: Si pensa sia ispirata al "Pluto" di Aristofane, dove il protagonista incontra il dio della ricchezza (cieco e malridotto). Il viaggio è la metafora della ricerca della fortuna. Dettagli che "parlano" Se guardi bene sopra i personaggi, vedi degli oggetti appesi: sono probabilmente maschere teatrali o decorazioni che servivano a contestualizzare l'ambiente scenico. Questo cratere non è solo un'opera d'arte, ma un vero e proprio "scatto fotografico" di una serata a teatro nel IV secolo a.C.. Perché è così prezioso? Questi vasi sono la nostra fonte principale per capire come funzionava il teatro prima dei grandi edifici in pietra romani. Ci dicono che il pubblico pugliese dell'epoca era colto, amava la letteratura greca (Aristofane era di Atene) ma preferiva gustarla in versioni più comiche e scanzonate.
Nota come la scala sia disegnata con una prospettiva ancora incerta ma molto efficace nel dare l'idea della salita?

