Corano, (in arabo Qur'an, lettura) è il libro sacro dei Musulmani, della cui religione costituisce la base. Il nome, che in arabo significa il recitare, il leggere ad alta voce, poi si restrinse a significare la lettura liturgica del libro sacro e quindi anche il libro sacro o anche soltanto il brano letto. Quest'opera contiene tutti i precetti che Maometto predicò come rivelazione avuta da Dio (Allah) tramite l'arcangelo Gabriele. Tali precetti, religiosi, morali, giuridici e di vita pratica, furono conservati per tradizione o scritti a frammenti su materie varie (pezzi di pergamena, di pelli, di scapole d'animali, ecc.) dai primi fedeli del Profeta, e vennero poi raccolti e presentati al califfo Abu Bekr (morto nel 634 d.C.). Il califfo Othman (morto nel 644) redasse definitivamente il libro sacro, quale pervenne a noi attraverso le varie edizioni arabe e le traduzioni in diverse lingue, compresa la nostra. Il C. è composto di 114 sure, o capitoli, divise in un migliaio di versetti; la molteplice e complessa materia che vi è riunita senza un ordine apparente forma il testo religioso e civile per mezzo del quale l'Islamismo si propagò in tutto l'Oriente, trasformandone la civiltà. La teologia islamica ufficiale considera il C. parola di Dio, non di Maometto, ed è perciò parola increata. Il libro a noi pervenuto sarebbe la copia dettata dall'arcangelo a Maometto di parti di un archetipo (la madre del libro) scolpito su pietra (la tavola ben custodita) che esisterebbe in cielo. La predicazione di Maometto però, come gli studi moderni hanno messo in luce, risente della tradizione ebraica e soprattutto dell'omiletica cristiana, specialmente di quella dei Cristiani di Siria. La recitazione del C. è regolata da norme fisse di pronuncia e di modulazione. Brani del Corano fanno parte delle 5 preghiere canoniche che ciascun Musulmano praticamente deve recitare durante il giorno.