Persio Aulo Flacco

Volterra, 4 dicembre 34 – Roma, 24 novembre 62

Persio nacque a Volterra, intorno al 34, da una famiglia piuttosto ricca, appartenente all'ordine equestre.
All'età di dodici anni si trasferisce a Roma a prendere lezioni da celebri maestri quali Quinto Remmio Palemone e Lucio Anneo Cornuto a cui si deve l'impronta stoica nella formazione di Persio. Ben presto dimostrò la sua insofferenza nei confronti della retorica, orientandosi decisamente verso la filosofia; scelse lo stoicismo, e a questa linea si dimostrò fedele per tutta la sua breve vita.
Morì nel 62 in una sua villa alla Spezia, lasciando in eredità a Lucio Anneo Cornuto e a Cesio Basso tutti i suoi scritti col compito di distruggerli, ma i due dopo averle spurgate da molte parti, ritenute pericolose a causa del carattere fortemente polemico verso la politica neroniana, li pubblicarono.

  • Nella prima satira stronca i generi letterari di moda dell'epoca quali le declamationes (esecuzioni pubbliche in cui si faceva sfoggio della propria conoscenza letteraria fine a se stessa).
  • Nella seconda satira attacca le incoerenze e le ipocrisie dei religiosi che ripongono tutto nei loro Dei.
  • Nella terza satira propone la necessità di studi rigidi e severi condannando la vita inutile e vuota che conducono i giovani romani ricchi.
  • Nella quarta satira sottolinea l'importanza di conoscersi secondo i principi stoici, e la futilità degli affari pubblici rivolta a coloro che si occupano di politica.
  • Nella quinta satira riprende i precetti stoici e dà suggerimenti sul come liberarsi delle passioni. Dedicata a Anneo Cornuto, esalta la virtù stoica.
  • Nella sesta satira dedicata a Cesio Basso, afferma che la vera libertas non è un dato esteriore, proprio di un particolare ceto sociale o politico, bensì essa dipende dall'anima.

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