MANN - sala CXIV

di Rodolfo Furneri


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I Papiri e la macchina del Piaggio

I Papiri

La Villa deve il nome al rinvenimente nella cd. biblioteca - più di 1000 testi scritti su rotoli di papiro, costituenti, di fatto, Funica biblioteca organica pervenutaci dal mondo classico Sepolti sotto una coltre di materiale lavico e sottoposti ad una temperatura elevatissima, i papin hanno subito un processo di combustione che ne ha consentito la conservazione, seppure in una condizione di estrema fragilita.

Riportati alla luce tra l'ottobre del 1752 e agosto del 1754, furono sottoposti a primi infelici tentativi di svolgimento ad opera, tra gli altri del principe di San Severo e di Camillo Paderi, direttore del Museo Ercolanese in Portici e primo curatore dei papiri all'indomani della scoperta.

Infine fu ideata da padre Antonio Piaggio, già restauratore di materiale antico presso la Biblioteca Vaticana, la macchina mobile di trazione che porta il suo nome e che è stata ublizzata fino agli inizi del Novecento.

Per srotolare i papiri il Piaggio progettò (e costruì) una macchina che si basava sul movimento orizzontale di una vite per imprimere un movimento verticale al rotolo di papiro, il foglio di papiro che si andava man mano staccando, rinforzato con una sottile pellicola ricavata dalla vescica di maiale o di pecora, era tenuto in trazione con fili di seta legati ai ganci posti nella struttura superiore della macchina stessa.

I rotoli aperti hanno restituito testi greci altrimenti non conosciuti in primo luogo l'opera cardine di Epicuro Sulla natura, corpus delle opere di Filodemo di Gadara, in cui verosimilmente da riconoscere l'onganizzatore della stessa biblioteca, di altri filosofi epicurei come Demetrio Lacone, Polistrato, Carneisco, Colote e Metrodoro entrambi di Lampesaco, e dello stoico Crisippo. Poche sono le opere in lingua latina, di natura più varia per la presenza di commedie opore storiografiche testi politici e giuridici.

The papyrus

The Papyri and the Piaggio machine

The Villa owes its name to the discovery in the so-called Library - more than 1,000 texts written on papyrus scrolls, effectively constituting the only organic library from the classical world. Buried under a blanket of lava and subjected to extremely high temperatures, the papyrus scrolls underwent a combustion process that allowed them to be preserved, albeit in an extremely fragile condition.

Rediscovered between October 1752 and August 1754, they were subjected to initial unsuccessful attempts at unrolling, among others, by the Prince of San Severo and Camillo Paderi, director of the Herculaneum Museum in Portici and the first curator of the papyri following their discovery.

Finally, Father Antonio Piaggio, a former restorer of ancient materials at the Vatican Library, invented the mobile traction machine that bears his name and was used until the early 20th century.

To unroll the papyri, Piaggio He designed (and built) a machine that relied on the horizontal movement of a screw to impart a vertical movement to the papyrus roll. The sheet of papyrus, which was gradually detached, was reinforced with a thin film made from pig or sheep bladders and held in tension with silk threads tied to hooks placed in the upper structure of the machine itself.

The opened rolls have yielded otherwise unknown Greek texts, primarily Epicurus's pivotal work On Nature, the corpus of works by Philodemus of Gadara, who likely organized the library itself, other Epicurean philosophers such as Demetrius Lacon, Polystratus, Carneiscus, Colotes, and Metrodorus, both of Lampesaco, and the Stoic Chrysippus. Few works are in Latin, and their nature is more varied, with the presence of comedies, historiographical works, and political and legal texts.

Le Pitture.

Fotografie di Giorgio Manusakis


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