Berlino Museo di Pergamo - Fregi lato Ovest dell'altare

di Rodolfo Furneri


Il Fregio Occidentale dell’Altare di Pergamo: il trionfo delle divinità marine.
Mentre i restanti lati del Grande Altare celebrano le potenze celesti e cosmiche — gli dei dell’Olimpo a est, le divinità della luce a sud e quelle della notte a nord — il lato ovest si concentra sul dominio delle acque e sulle figure del corteggio dionisiaco. Questo settore del fregio cattura l'essenza più drammatica della Gigantomachia, inserendo l’osservatore in un turbine di movimento tipico del tardo ellenismo.

Il fulcro narrativo è dominato dalle figure di Dioniso e Poseidone, circondati dalle rispettive cerchie. Le scene mostrano un dinamismo estremo: Dioniso è raffigurato nell’atto di abbattere un avversario con il solo tocco del tirso, mentre le divinità marine come Nereo, Anfitrite e Tritone travolgono i nemici in uno scontro che sembra evocare la forza della schiuma furiosa e delle correnti. I giganti, raffigurati con la parte inferiore del corpo mutata in spire serpentiformi, emergono dal caos tellurico per soccombere all'assalto divino, contorcendosi in pose cariche di un'agonia quasi teatrale.

Dal punto di vista tecnico, l'opera rappresenta l'apice della scuola pergamenica. L'altorilievo, che supera i 50 cm di profondità, crea un gioco di chiaroscuri violentissimi; i drappi agitati dal vento e le muscolature ipertrofiche accentuano quel pathos che definisce lo stile dell'epoca.

Oltre il valore estetico, il fregio riveste un profondo significato politico e allegorico. La lotta tra gli dei e i Giganti non è solo una battaglia mitologica tra l'ordine e il caos, ma la celebrazione della vittoria della dinastia degli Attalidi contro le invasioni dei Galati. In questo senso, l'Altare di Pergamo trasforma il mito in un manifesto della superiorità culturale e militare greca, ergendosi a capolavoro immortale dell'arte ellenistica.

The Western Frieze of the Pergamon Altar: The Triumph of Marine Deities.
While the other sides of the Great Altar celebrate celestial and cosmic powers—the Olympian gods to the east, the deities of light to the south, and those of the night to the north—the western side focuses on the dominion of the waters and the figures of the Dionysian retinue. This section of the frieze captures the most dramatic essence of the Gigantomachy, plunging the viewer into a whirlwind of movement typical of Late Hellenism.

The narrative core is dominated by the figures of Dionysus and Poseidon, surrounded by their respective circles. The scenes exhibit extreme dynamism: Dionysus is depicted striking down an opponent with his thyrsus, while marine deities such as Nereus, Amphitrite, and Triton overwhelm their enemies in a clash that evokes the fury of sea foam and currents. The giants, portrayed with their lower bodies transformed into serpentine coils, emerge from the telluric chaos only to succumb to the divine assault, contorting in poses charged with theatrical agony.

From a technical standpoint, the work represents the pinnacle of the Pergamene School. The high relief, exceeding 50 cm in depth, creates a violent play of light and shadow; the wind-swept drapery and hypertrophied musculature accentuate the pathos that defines the style of this era.
Beyond its aesthetic value, the frieze holds deep political and allegorical significance. The struggle between the gods and the Giants is not merely a mythological battle between order and chaos, but a celebration of the Attalid dynasty's victory over the Galatian invasions. In this sense, the Pergamon Altar transforms myth into a manifesto of Greek cultural and military superiority, standing as an immortal masterpiece of Hellenistic art.


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Fine del testo di Berlino Museo di Pergamo, p. 5.