Sala VIII - Gli Orti Farnesiani sul Palatino
Gli horti che i Farnese, uniformandosi al gusto cinquecentesco, possedettero sul colle Palatino, sorsero per progressiva aggregazione di vigne e giardini appartenenti ad altre famiglie.
La proprietà insisteva principalmente sull'area anticamente occupata da una delle residenze imperiali, la domus Tiberiana.
La decorazione di statue antiche dei giardini è nota solo a partine dal 1626, grazie ad un inventario redatto dopo la morte del cardinale Odoardo Farnese e coincidente, quindi, con il momento di massima espansione del patrimonio di sculture antiche della famiglia.
Articolati su più livelli, raccordati tra loro da scenografiche scalese, gli Orti Farnesiani prospettavano, con il loro elegante portale, opera del Vignola, sulla basilica di Massenzio, mentre dalla terrazza superiore del giardino interno si dominava la valle del Foro Romano, an cora noto con la sua tradizionale denominazione di Campo Vaccino.
Le sculture antiche, prelevate in maggioranza dagli inesauribili de positi del Palazzo Farnese, furono distribuite, secondo precise scelte programmatiche, in modo da marcare significativamente i diversi li velli lungo i quali era distribuito l'intero complesso. I nuclei più sugge stivi, manifestazione della tipologia dei "giardini di statue già pervasa di accenti barocchi, erano rappresentati dal Ninfeo della Pioggia, ameno luogo di ritiro decorato con statue, busti e una coppia di teste colossali, e dalla piazza del Fontanone. Qui l'antico, impersonato da sculture anche in rari marmi policromi e rievocanti l'atmosfera boschi va e silvestre di una auspicata età dell'oro, si manifestava, nella cornice dell'incanto della natura, attraverso la componente scenografica del barocco "teatro della natura".
Room VIII - The Farnese Gardens on the Palatine
The gardens that the Farnese family, in keeping with sixteenth-century taste, owned on the Palatine Hill, arose from the progressive aggregation of vineyards and gardens belonging to other families.
The property primarily encompassed the area formerly occupied by one of the imperial residences, the Domus Tiberiana.
The gardens' decoration with ancient statues is known only from 1626, thanks to an inventory compiled after the death of Cardinal Odoardo Farnese, coinciding, therefore, with the peak of the family's collection of ancient sculptures.
Spread over multiple levels, connected by scenic staircases, the Farnese Gardens, with their elegant portal by Vignola, overlooked the Basilica of Maxentius, while the upper terrace of the internal garden overlooked the valley of the Roman Forum, still known by its traditional name of Campo Vaccino.
The ancient sculptures, mostly drawn from the Palazzo Farnese's inexhaustible collections, were arranged according to precise programmatic choices, significantly marking the different levels along which the entire complex was laid out. The most evocative centers, an example of the "statue garden" typology already imbued with Baroque accents, were the Nymphaeum of the Rain, a pleasant retreat decorated with statues, busts, and a pair of colossal heads, and the Piazza del Fontanone. Here, antiquity, embodied by sculptures in rare polychrome marbles and evoking the woodland and sylvan atmosphere of a hoped-for golden age, manifested itself, within the enchanting setting of nature, through the scenographic component of the Baroque "theater of nature."
